SEXTING - Bianconi
16038
single,single-post,postid-16038,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-8.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.9.2,vc_responsive
 

SEXTING

SEXTING

OTOTTK0

La parola sexting è la crasi di due termini inglesi: “sex” e “posting” e letteralmente significa inviare attraverso strumenti tecnologici (smartphones, PC, tablet) immagini di sé o di qualcun altro con evidenti connotazioni sessuali.

Il sexting è diffuso a tutte le età, ma si rivela particolarmente problematico per i minorenni, scarsamente consapevoli dei possibili pericoli a cui questa moda li espone.

Secondo la Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica) i rischi potenzialmente associati al fenomeno vanno dalla sessualizzazione precoce dell’infanzia, alla separazione delle emozioni sessuali dalla fisicità, passando per forme di cyberbullismo e per il grooming, l’adescamento online.

In Italia, secondo gli ultimi dati raccolti da Telefono Azzurro, dal 2011 al 2012 gli adolescenti che ricevono messaggi o immagini a sfondo sessuale sono passati da uno su 10 a uno su 4. E soltanto il 25 per cento dei messaggi arriva dal proprio ragazzo o ragazza.

Le ricerche suggeriscono che il 41,9 per cento dei ragazzi non vede nulla di male nel mandare foto o video a sfondo sessuale ad amici e conoscenti e a preoccupare gli esperti è anche il fatto che solo il 15 per cento dei genitori sembra essere a conoscenza dell’esperienza dei propri figli in tema di sexting.

Che fare?

Fondamentale in primis implementare vere e proprie azioni di prevenzione che coinvolgano genitori, insegnanti e professionisti che si occupano di età evolutiva, in un’ottica di sensibilizzazione.

È importante poi che gli adulti non sottovalutino il fenomeno e mirino ad instaurare con i figli un dialogo aperto sulla sessualità.

La parola chiave sembra essere educazione, emozionale e sessuale, per informare e formare i giovani ad una sessualità consapevole.

 

 

Dott.ssa Caterina Bianconi