REGOLE BASE PER EDUCARE I NOSTRI FIGLI - Bianconi
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REGOLE BASE PER EDUCARE I NOSTRI FIGLI

REGOLE BASE PER EDUCARE I NOSTRI FIGLI

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Tutti i genitori si ritrovano a chiedersi se saranno all’altezza di educare i propri figli in modo adeguato.

Questo mio articolo nasce con l’idea di fornire ai genitori alcune regole base che possano essere loro d’aiuto nello svolgere il proprio ruolo educativo, ottimizzandone l’efficacia.

Ecco allora i “Mai più senza”:

  • Rispetto

In ambito educativo è fondamentale agire parole, comportamenti e gesti che tutelino l’autostima del nostro bambino. Anche nei momenti di disaccordo è importante tenere conto della sua sensibilità, fargli capire che gli si vuole bene e cercare di spiegargli dove o cosa ha sbagliato in una modalità che gli risulti comprensibile.

Nello svolgere il proprio ruolo educativo è importante rispettare anche se stessi, la persona che è il genitore. Questo significa scegliere gli interventi più adatti a sé, quelli con cui ci si sente più a proprio agio, ma anche rispettare i propri limiti. Non dimentichiamo che chiunque ha il diritto di sbagliare e che la bravura di un genitore non si misura dalla sua perfezione ma dalla capacità di imparare dai propri errori.

I bambini imparano osservandoci e se trasmettiamo il rispetto verso noi stessi, ammettiamo i nostri limiti e i nostri errori, insegniamo loro l’autostima e ne favoriamo lo sviluppo, oltre a creare una relazione che poggi su genuinità e fiducia.

  • Costanza

La costanza ha a che fare con il mantenimento nel tempo delle regole che imponiamo ai nostri figli e con il fatto che queste regole devono essere chiare e ragionevoli.

Per creare costanza dobbiamo instaurare una routine (l’ora della nanna, della pappa, del bagnetto ..) e impegnarci affinché regole e routine siano il più possibile stabili.

Eventuali strappi alle regole potrebbero risultare confondenti; è indispensabile quindi cercare di evitarli e/o farli seguire, qualora accadano, da un ritorno alla routine.

Cerchiamo di non confondere costanza e rigidità. In una struttura troppo rigida un bambino non può realizzare il suo pieno potenziale, una struttura troppo rigida rischia di frenare curiosità e crescita. Lasciamo spazio alla dinamicità e all’imprevisto, l’importante è che non manchi mai la coerenza e non si induca il bambino in confusione.

  • Fermezza

Fermezza significa sfruttare tono, gesti e sguardi così da farsi rispettare, essere chiari e non dare adito ad equivoci. Essere fermi vuole dire “determinati a” e consapevoli delle proprie capacità e del proprio ruolo educativo. Non serve gridare o minacciare il bambino perché ci rispetti. Tanto più saremo fermi, persuasi dell’importanza e della correttezza del nostro intervento, tanto più nostro figlio sarà naturalmente portato a rispettarci.

Fiducia quindi e determinazione, da non confondere con severità. Quest’ultima rischierebbe solo di insinuare frustrazione e non si configurerebbe quindi come la scelta più adeguata.

  • Comunicazione

La chiave del successo di un intervento educativo risiede nel fatto che il bambino comprenda cosa ci aspettiamo da lui. Dobbiamo essere chiari, coerenti e semplici. Per aiutarci in tal senso:

  • Guardiamo il bambino negli occhi quando ci rivolgiamo a lui;
  • mettiamoci al suo stesso livello fisico, abbassiamoci fisicamente mentre gli parliamo;
  • usiamo un linguaggio semplice;
  • evitiamo un tono infantile che potrebbe sminuire quello che stiamo dicendo;
  • diamo una sola istruzione alla volta;
  • contestiamo il comportamento non il bambino (non “sei cattivo” ma “il modo in cui ti comporti non è bello”);
  • poniamoci aspettative realistiche in funzione di età e capacità di nostro figlio.

 

 

Dott.ssa Caterina Bianconi