DISTURBI ALIMENTARI: FATTORI DI RISCHIO E DI MANTENIMENTO - Bianconi
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DISTURBI ALIMENTARI: FATTORI DI RISCHIO E DI MANTENIMENTO

DISTURBI ALIMENTARI: FATTORI DI RISCHIO E DI MANTENIMENTO

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Le cause dei disturbi alimentari sono rintracciabili in fattori predisponenti, di vulnerabilità, e scatenanti.

I primi predispongono un terreno fertile per la nascita del disturbo, i secondi permettono, in presenza di una predisposizione di base, alla malattia di manifestarsi.

Fattori predisponenti i disturbi alimentari sono ad esempio genere ed età. È noto infatti che il 90% dei soggetti che soffre di un disturbo alimentare è di genere femminile e che nella maggior parte dei casi il disturbo esordisce in età adolescenziale.

Predisponenti sono poi alcune caratteristiche individuali e famigliari. Rilevanti per la nascita dei disturbi alimentari sembrano infatti essere tratti ossessivi, bassa autostima e una famiglia prototipica caratterizzata da invadenza, ostilità, negazione dei bisogni emotivi, eccessivo controllo ed esagerata preoccupazione genitoriale.

Secondo uno studio di Abrams e Stormer (2002), inoltre, i disturbi alimentari sono più diffusi tra i nativi americani e nelle popolazioni caucasiche e latine che nelle culture asiatiche e afro-americane, dimostrando quindi l’esistenza tra i fattori predisponenti di aspetti socio-culturali come l’etnia.

Come anticipato in presenza di fattori predisponenti ci sono dei fattori così detti “scatenanti” che fanno sì che la malattia di manifesti.

Intraprendere una dieta è noto essere un fattore scatenante forte, come anche l’affrontare cambiamenti fisici quali ad esempio quelli che occorrono in pubertà.

Specialmente nelle ragazze i cambiamenti fisici della pubertà possono essere percepiti come minacciosi; l’aumento ponderale, la comparsa del menarca e le trasformazioni morfologiche possono essere per le ragazze di lenta e difficile elaborazione e potrebbero indurle a concentrare le proprie attenzioni sul peso e sul cibo, nel tentativo di esercitare un controllo che in questa metamorfosi spesso si teme di perdere.

Nel momento in cui la malattia si manifesta una serie di fattori perpetranti originano un circolo vizioso che sviluppa e mantiene la malattia.

Emozioni negative come tristezza, ostilità, ansia, paura e vergona, infatti, possono essere gestite in maniera disfunzionale attraverso l’alimentazione. Chi soffre di bulimia nervosa e/o disturbo da binge eating, ad esempio, impara a tenere sotto controllo le proprie difficoltà emotivo- affettive attraverso l’ingestione di grandi quantità di cibo.

Tali comportamenti tendono a perpetrarsi in presenza di emozioni negative che, oltre ad essere fattore di mantenimento del disturbo, connotandosi spesso dopo l’abbuffata come senso di colpa, influenzano la successiva messa in atto di condotte compensatorie.