Dall'Emotional Eating al Disturbo da Alimentazione Incontrollata - Bianconi
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Dall’Emotional Eating al Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Dall’Emotional Eating al Disturbo da Alimentazione Incontrollata

L’Emotional Eating consiste nel mangiare non per fame, ma in risposta a sentimenti ed emozioni. Sono queste ultime a dettare quanto e cosa la persona mangi nel corso di episodi che si caratterizzano per la perdita del controllo.

Il ricorrere di questi episodi di abbuffate può determinare la presenza di un vero e proprio disturbo, quello da Alimentazione Incontrollata (Disturbo da Binge Eating), che si differenzia dalla bulimia nervosa per l’assenza di condotte compensatorie, quali vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici o altri farmaci, digiuno o attività fisica eccessiva.

Capita spesso che la persona affetta da Binge Eating Disorder vada incontro ad un aumento costante del peso, fino allo sviluppo di una vera e propria condizione di obesità, ma non tutti i soggetti obesi presentano il disturbo. La discriminante sta nella sensazione di perdita di controllo di cui sopra, che si declina ad esempio nel non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quanto si sta mangiando.

Nel più recente manuale diagnostico (DSM 5) sono stati ridotti il numero di abbuffate (da due ad una a settimana) e i mesi presi in considerazione (da sei a tre) per arrivare a fare diagnosi. Sono stati inoltre proposti quattro gradi di severità, da lieve a estremo, in base al numero di episodi di abbuffate settimanali:

  • lieve: da 1 a 3 episodi
  • moderata: da 4 a 7 episodi
  • grave: da 8 a 13 episodi
  • estrema: 14 o più episodi

L’abbuffata rappresenta una sorta di imbuto in cui confluisce tutto il disagio della persona, le sue convinzioni disfunzionali, le sue emozioni, i suoi stati interni. Si tratta della risposta che la persona sa dare alla variazione di un proprio stato emotivo, mancando di strategie o outcome alternativi.

Aiutare il soggetto nella gestione delle emozioni e nell’individuare una modalità funzionale alternativa all’abbuffata per fare fronte alle stesse può essere quindi un obbiettivo terapeutico valido nel momento in cui si affronta un percorso psicologico con un paziente con Binge Eating Disorder.

Il percorso psicologico perché efficace dovrà essere svolto nell’ottica di una presa incarico multidisciplinare, in sinergia con un intervento medico nutrizionale.

 

Dott.ssa Caterina Bianconi