COMPORTAMENTO ASSERTIVO: COS’È E COME COSTRUIRLO - Bianconi
16043
single,single-post,postid-16043,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-8.0,wpb-js-composer js-comp-ver-4.9.2,vc_responsive
 

COMPORTAMENTO ASSERTIVO: COS’È E COME COSTRUIRLO

COMPORTAMENTO ASSERTIVO: COS’È E COME COSTRUIRLO

portrait of a young woman doing a winner gesture

A seconda di come rispondono alle situazioni di vita le persone si distinguono in:

  • passive: attente solo agli altri, sono condizionate ed influenzate da loro. Tendono a subire, a non opporsi e manifestano un’elevata ansia sociale. Solitamente il loro obbiettivo è ottenere la benevolenza altrui ed evitare il conflitto;
  • aggressive: attente solo a sé, prevaricano gli altri e utilizzano metodi coercitivi. Il loro obbiettivo è il potere sociale e personale;
  • affermative/ assertive: attente a sé e altri, agiscono nel rispetto e nella valorizzazione delle proprie e delle altrui risorse. Si pongono come obbiettivo il successo personale e con gli altri.

Il comportamento passivo provoca frustrazione, ansia, inibizione e mortificazione della propria dignità. Il comportamento aggressivo genera collera, ostilità, disprezzo/umiliazione dell’altro e mortificazione della sua dignità. Il comportamento affermativo/assertivo invece infonde fiducia in sé e nell’altro, consente di fare scelte autonome e di attribuire dignità sia a sé sia al prossimo.

Il comportamento assertivo è quel comportamento che rappresenta la miglior soluzione possibile per quel problema, per quella situazione interpersonale, in qualunque ambito essa si presenti. Si tratta del comportamento più competente per quella specifica situazione, quello che consente di risolverla al meglio per noi stessi e per gli altri.

A bloccarci nella messa in atto di un comportamento competente spesso è l’ansia. Questa può essere primaria quando è “di tratto”, generalizzata e diffusa, o secondaria quando consegue ad una percezione di inabilità.

L’inabilità, che può derivare dal non aver mai imparato come rapportarsi a una determinata situazione, o perché non adeguatamente rinforzati o per mancanza di modelli adeguati, genera ansia e quest’ansia fa si che il livello di abilità che la persona possiede non venga utilizzato.

Se l’ansia è primaria il primo obbiettivo che ci si deve porre all’interno di un eventuale training è l’apprendimento di tecniche che ne consentano il controllo (ad es. rilassamento muscolare o training autogeno), se l’ansia è secondaria invece ci si pone come primo obbiettivo quello di arricchire di risposte abili il repertorio sociale della persona.

Alla costruzione di una risposta competente concorrono diverse componenti:

  • cognitive (es. capacità di discriminare tra comportamenti passivi, aggressivi e assertivi);
  • non verbali (contatto visivo, espressione facciale, postura, spazio e contatto corporeo, tono della voce e gestualità);
  • verbali (es. capacità di iniziare, mantenere e terminare una conversazione, capacità di reagire alle critiche);
  • abilità complesse (timing, parlare in pubblico, gestire il silenzio, concludere una conversazione, fare/rifiutare richieste, fare/ricevere complimenti).

Lo psicologo, all’interno di un training assertivo, lavora su ciascuna di queste componenti allenando la persona in comportamenti che, una volta appressi, arriverà ad agire come automatici.

 

Dott.ssa Caterina Bianconi